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Kurdistan
, tutto un altro Iraq
Non si spara per le strade, e sebbene la regione non sia ancora
matura per il
turismo relax, è già aperta al mondo degli affari.
Un mercato neonato che dimostra una voglia di crescere che non ha
confini, dove si vive proteggendo quella situazione di sicurezza
che ha garantito indipendenza dal tristemente celebre Iraq di Baghdad.
Per la prima volta, in assoluto, l’Italia è in prima
fila, ma senza elmetto.
Italia, prima nazione occidentale che si presenterà con più
di cento aziende ai
curdi. Un popolo fiero e pieno di entusiasmo che, dopo aver lottato
per quasi un secolo contro tutti, è pronto per una grande
ripresa economica e presto anche industriale.
Gli italiani, per una volta impavidi e lungimiranti, tendono la
mano ai curdi
portando macchinari e tecnologie, tradizione e stile.
Un asse diretto Italia/paese produttore – Iraq / cliente finale,
senza intermediari, triangolazioni, passaggi vari.
Lasciando per una volta le nazioni concorrenti in seconda fila.
E’ il momento di cogliere le opportunità offerte da
uno dei paesi potenzialmente più ricchi al mondo.
I curdi vogliono acquisire sempre più visibilità agli
occhi del mondo e far sapere a tutti della loro esistenza. Le autorità
curde hanno deliberato di ospitare una delegazione di giornalisti
italiani per far conoscere a tutto il nostro paese la loro vera
realtà.
Le aziende italiane, grazie ad Italianexpo IRAQ 2007, saranno le
prime a
posizionarsi anche sull’Iraq perché il Kurdistan è
oggi l’unica via di accesso sicura.
La terra di mezzo
Il Kurdistan Iracheno è situato tra il Tigri e l’Eufrate,
all’interno dell’area
denominata anticamente Mesopotamia (dal Greco “terra tra i
due fiumi”); occupa la parte settentrionale dell’Iraq
e confina con la Turchia, l’Iran, la Siria e l’Armenia.
La regione, che attualmente gode di un buon grado di sicurezza,
sta vivendo una giovane democrazia e grazie ad essa sta ponendo
le basi per un mercato ricco ed aperto all’occidente.
Gli enormi giacimenti del sottosuolo (petrolio e gas), ne fanno
potenzialmente
uno dei paesi più ricchi al mondo.
L’estetica vede i forti contrasti esistenti tra le campagne,
dove si ergono le tipiche case dal tetto piatto, e le città
piene di cantieri e di innovazione. È facile trovarsi di
fronte a strutture di architettura contemporanea immersi in un contesto
di ricostruzione incompiuta.
Nelle città la popolazione si divide tra molte religioni
ed adotta la via pacifica della tolleranza. In giro per le strade
è facile osservare gli abiti tipici della cultura curda.
Permane una bassa presenza di donne con velo ma la prevalenza del
vestiario è comunque di taglio occidentale.
L’immagine della donna curda è profondamente diversa
dall’immaginario
collettivo; basti pensare che esistono donne poliziotto la cui autorità
viene dunque riconosciuta dall’uomo.
La presenza di imprenditori stranieri si fa sempre più importante;
migliorie
significative sono state apportate alla ricettività, per
quanto riguarda i trasporti ci si accorge immediatamente di quanto
i taxi siano sfruttati:
il bianco arancio delle vetture è il colore principale che
spicca per le vie cittadine.
Il clima molto caldo risulta tollerabile poiché secco. Tutto
il Kurdistan è
caratterizzato da forti contrasti tra aree dall’apparenza
desertica e parchi
rigogliosi ricchi di verdi sfumature. Il terreno storicamente molto
fertile ha
contribuito a creare panorami di incredibile fascino, tanto particolari
quanto
eloquenti.
Nei negozi è possibile trovare di tutto, dalla frutta alla
tecnologia; si fa subito
notare la particolarità che vede intere vie di negozi affini,
è tipico infatti che un negoziante si posizioni lungo la
strada in cui già si trovano i diretti concorrenti.
Il cibo è particolare: carni molto saporite, pane piatto
e molte zuppe.
Accompagnano il cibo the assai zuccherato ed al caffè. Il
the viene sempre offerto in qualunque incontro.
In definitiva il Kurdistan cerca sempre più analogie con
il lontano occidente. |
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