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Roma, parola d'ordine: 'intercettare' l'italianità nel mondo

In questi mesi si stanno moltiplicando le iniziative dello Stato italiano volte a 'intercettare' l'italianità nel mondo, e realizzare l'auspicato ponte tra l'universo italico e l'Italia. Recente è il lancio del progetto WW.II.OO., il portale dell'imprenditoria femminile nel mondo promosso dalla fondazione Rosa Bellisario (Il network dell'imprenditoria in rosa nel mondo News ITALIA PRESS N°110 del 14 giugno 2007), nonché l'anticipazione del progetto del Columbus, il nuovo database del Ministero degli Affari Esteri che censirà le personalità e le professionalità italiane nel mondo (Il Progetto Columbus: la banca dati delle intelligenze italiane nel mondo News ITALIA PRESS N°108 del 12 Giugno 2007 ), e la It. Card  la carta di sconto per gli Italiani che vivono all'estero e decidono di trascorre le vacanze in Patria, con collegata la Carta Viaggio It Card tesa a fornire sconti sui biglietti ferroviari acquistati in Italia dagli italiani all'estero momentaneamente rientrati ( Presentata oggi dal Vice Ministro Danieli la "It.card", e dal 1° luglio Cartaviaggio IT Card  News ITALIA PRESS N°97 del 28 Maggio 2007  ). Sono solo le ultime tre iniziative che si inseriscono nella costellazione dei molteplici progetti delle Istituzioni italiane, e segnatamente Ministero degli Affari Estero, volti a 'intercettare' l'italianità e l'italicità sparsa nel mondo, e contestualmente procedere la 'censimento' delle risorse italiane presenti nel mondo, prevalentemente a sostegno del 'Sistema Italia', inteso come insieme di intelligenze, professionalità e imprese.
Si pone a questo punto la domanda se tali strutture saranno in grado di interagire con il 'mondo' che vorrebbero 'catturare', un mondo che da tempo denuncia per un verso isolamento e indifferenza da parte dell'Italia (vedasi le proteste dei 500mila oriundi italiani in cerca di cittadinanza), e dall'altra l'incapacità italiana di proporsi come interlocutore di un modo forse "troppo lontano da Roma ".

"Molti dei progetti realizzati dalle Istituzioni italiane per gli italiani all'estero si sono tradotti spesso in un buco nell'acqua - dichiara Lino Mannocchia, freelance con esperienza quarantennale degli Stati Uniti - in quanto non hanno realmente creato un dialogo con l'italianità, che, vittima di questo continuo isolamento, tende a dimenticare le proprie origini e ad isolarsi a sua volta. Le strutture consolari più che essere inefficienti, posso dire che sono inesistenti, assolutamente limitati e non proporzionati alle dimensioni dei territori in cui vengono collocati - si pensi al Messico e agli Stati Uniti, dove i consolati si distribuiscono all'interno di regioni vastissime - e neanche alla presenza di italiani nel mondo. Sono delle Istituzioni che funzionano male, viziati dalla burocrazia, e non creano un rapporto diretto con gli italiani nel mondo, ma piuttosto un distacco, una distanza, perché sono chiusi nel loro mondo" .

Una voce questa che proviene dal Nord America, ma ha una eco anche nella testimonianza di Angelo Caspani, Segretario Generale di Italianexpo, che sottolinea le difficoltà dell'impresa italiana all'estero a rapportarsi con l'Italia delle Istituzioni, lui che è alle prese con Italianexpo Iraq2007 , la prima fiera italiana in Kurdistan.

"Al momento il sistema Italia non è in grado di dare un aiuto serio e concreto alle imprese italiane che vogliano conquistare nuovi mercati - dichiara Angelo Caspani - Oggi abbiamo una miriade di istituzioni ufficialmente orientate alla promozione e al sostegno all'estero delle aziende italiane, ma in realtà esse sono più attente al sostentamento di loro stesse e al mantenimento dei funzionari loro dipendenti perdendo di vista la ragione per la quale sono state create e finanziate. Strutture formali che vivono una realtà troppo lontana dai bisogni e dai problemi degli imprenditori."

Le Istituzioni italiane all'estero non sembrano infatti essere un punto di riferimento per imprese, e "anche l'ICE (Istituto per il Commercio Estero) non è esente da questo male - continua Angelo Caspani - e, anche se nell'Istituto esistono isole di efficienza con persone splendide purtroppo l'operatività dimostrata ed i risultati reali sono deprimenti. Le imprese con le quali mi confronto quotidianamente lo hanno capito da tempo e sanno di poter contare solo sulle loro forze. I nostri imprenditori sanno che il 'Sistema Paese' dei nostri competitori funziona, che 'gli altri' sono più organizzati di noi, dispongono di mezzi più efficaci e si muovono sempre sotto una regia che coordina promozione, immagine, credito e assicurazioni. Probabilmente i nostri competitori si avvalgono anche di uomini più motivati e con un forte senso di appartenenza."

Il problema è forse da individuare nella "inesistenza di un approccio serio per intercettare l'italianità o creare un network di italiani nel mondo - dichiara Max Bono, giornalista freelance italiano in Brasile -  per cui vi è un disinteresse verso ciò che accade ai connazionali al di fuori del territorio italiano. Più che un errore si tratta di un problema culturale. Gli altri paesi vedono i propri connazionali all'estero come una risorsa e potenziano le strutture consolari per sviluppare business. L'Italia tratta invece gli italiani nel mondo quasi con fastidio e ciò non consente di sviluppare il grosso potenziale economico e sociale degli italiani all'estero per la madrepatria" .

Della stessa linea di pensiero Lino Mannocchia, che sottolinea il fatto che " il sistema italiano, il modo di porsi nei confronti degli italiani all'estero, è molto negativo perché scoraggia qualsiasi tentativo di ricongiungimento con una cultura persa. Le inefficienze del sistema estero infonde negli italiani all'estero il desiderio di dimenticare il proprio Paese, perché l'Italia stessa non rispetta i propri connazionali e non pretende che essi, a loro volta siano rispettati. Gli Italiani conquistano il rispetto per meriti propri, ma non grazie all'intervento del proprio Paese: per tale motivo spesso non chiedono di avere la cittadinanza e preferiscono essere dei cittadini Americani o Messicani".

"Diverso sarebbe se questi carrozzoni fossero realtà private e senza sovvenzioni a pioggia - afferma Angelo Caspani. - Esse dovrebbero affrontare il mercato tutti i giorni, lottare per vincere, giustificare e pagare per i propri errori e garantire sempre prestazioni e risultati validi, pena il fallimento.La struttura privata è autopunibile, quella pubblica no. Una sola cabina di regia sarebbe in grado di coordinare realtà pubbliche e private assegnando solo ai migliori il compito di rappresentare le imprese. Si potrebbero identificare specialisti ed indirizzarli su settori o mercati particolari. Si potrebbe evitare la polverizzazione delle risorse eliminando la moltiplicazione di rappresentanze e delegazioni all'estero da parte di stato, regioni, provincie, comuni, consorzi, camere di commercio, associazioni di categoria e chi più ne ha, più ne metta. I nostri concorrenti stranieri sanno che spesso siamo più forti di loro ma sanno anche di poterci battere perchè dispongono di "strumenti Paese" più efficaci: assicurazioni crediti, banche, finanziamenti, leasing, funzionari."  L'esperienza personale di un imprenditore vale spesso molto di più dell'istruzione accademica . " Italianexpo Iraq2007 sarà la prima fiera di un Paese non arabo in Kurdistan (regione dell'Iraq settentrionale) - dichiara con fierezza Angelo Caspani - Siamo un'impresa privata che da sempre, si sforza di lavorare con le Istituzioni italiane, spesso latenti all'inizio dei nostri progetti, se non addirittura sfavorevoli, ma poi felici di condividerne i risultati e il successo. Esistiamo da 21 anni e pur non avendo mai ricevuto un centesimo di finanziamento, abbiamo realizzato progetti internazionali che, grazie ai risultati ci hanno guadagnato la stima delle imprese e delle Istituzioni. Abbiamo dimostrato che una realtà privata, facendo squadra con il 'Sistema' può ottenere risultati di eccellenza a costo zero per i contribuenti."  Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 111 - Anno XIV, 15 giugno 2007


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