Erbil, Iraq, 19 Settembre 2006
Più di 800 società, 27 paesi, rappresentate all’interno di un centro congressi nella capitale della regione del Kurdistan.

Stand, insegne multicolori e traboccanti di brochures, si parlava d'affari, si chiudevano contrattazioni, tutto normale tranne il fatto che si trattava di una fiera in Iraq.

La citta di Erbil ha ospitato “Rebuild Iraq 2006” dal 14 al 17 settembre.

Raid Rahamani, un ingegnere presidente dell’Ente per lo Sviluppo Economico dell’Iraq, ha affermato: "La gente ha capito che è ADESSO il momento di venire tutti insieme a fare affari in Iraq."

L’ambasciatore americano in Iraq, Zalmay Khalilzad ha salutato la fiera come un'opportunità per la provincia del Kurdistan per mostrare all’esterno il suo successo ed asserisce:

"L'immagine che, in tutto il mondo, la gente ha dell’Iraq è quella delle violenze nella città di Baghdad. Ma quello non è tutto l'Iraq".

"Il Kurdistan è un’area dove c’è sicurezza, dove c’è un’attività economica, dove c’è prosperità".

Agli uomini d’affari di tutto il mondo:venite a soddisfare il mercato del Kurdistan"

GM, Ford, Motorola, Fed-Ex, il gigante del condizionamento Carrier, i produttori di generatori Cummins e Secure Global Engineering, tutti avevano il loro stand. La società svedese Electrolux era là. La Volkswagen vendeva auto all’interno della fiera; la Daimler- Chrysler preferiva l’esterno. Le società locali offrivano in giro servizi in licenza che spaziavano dal trasferimento di denaro con Western Union e dalle lavatrici Hitachi agli show televisi.

Una fila di stand era piena interamente di uomini d’affari provenienti dall’Iran e dalla Syria.

Noi siamo uomini d’affari. Noi non interferiamo con la politica.
Rahamani ha detto:” Se qualche compagnia desiderasse concorrere con qualcosa alla crescita del nostro paese, è assolutamente la benvenuta”.

L a nuova legge d’investimenti elaborata dal Governo del Kurdistan, darà a braccia aperte il benvenuto in Kurdistan alle società straniere.
Più semplicemente, essa non fa distinzioni tra gli investitori iracheni e gli investitori stranieri”, ha detto Rahamani. “E’ molto d’aiuto per incoraggiare gli investitori stranieri”.

Erbil è patria di quell’ambiente di tranquilla sicurezza, di effettivo governo e di promesse economiche che Baghdad, per ora, si può solo sognare.

Qual’è il segreto del Kurdistan?

La regione ha avuto diversi vantaggi, se confrontati al resto del Paese: per tutti i brutali trattamenti che i Curdi hanno ricevuto dalle mani di Saddam Hussein, gli Stati Uniti imposero la “no-fly zone”, con la protezione militare degli stessi Stati Uniti e dell’esercito inglese al seguito delle forze militari impiegati nella Guerra del Golfo. Ciò diede al Kurdistan un vantaggio per il suo sviluppo.

Il Kurdistan ha avuto 13-14 anni di libertà dall’influenza diretta di Saddam” ha detto Harry Shute, un vecchio riservista dell’esercito chiamato in Iraq, il quale più tardi è ritornato in Kurdistan a capo di un’azienda di consulenza chiamata “Point 62”.

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