HOME PAGE
CONTATTI
ITALIANEXPO - IRAQ 2010
ITALIANEXPO - VIETNAM 2009
FIERE PRECEDENTI
IL FORMAT
AREA NEWS
SERVIZI EXTRA

Testimonianze dai Workshop:
Ministro Commercio Mohamed R.
On. Dario Rivolta
Gen. Luigi Orsini
Waletr Favilla
Mr. Abdullah Ahmad Abdulraheem
Alberto Ciancia - Gedy S.p.a.
Bruno Petracca - Munters S.p.a.
Claudio Rotti
Dr. Massimo Ziletti


Materiali dai Workshop:
FAQ - Domande Frequenti
Dati economici dal Kurdistan Regional Government


Galleria Fotografica:
Workshop 27 Marzo, Milano
Fiera Milano 27 Marzo
Cena ufficiale 27 Marzo, Brescia
Workshop 28 Marzo, Brescia

IRAQ-KURDISTAN
NUOVA FRONTIERA DI BUSINESS

Ricostruzione,sviluppo delle infrastrutture e dell’industria

Testimonianze:


S.E. Mohammed R. Mohammed - Ministro del Commercio del
Governo Regionale del Kurdistan


Milano: "A nome mio e del Governo Regionale del Kurdistan Iracheno, ringrazio tutti quanti per l'ospitalità che abbiamo ricevuto fin dal nostro arrivo qui a Milano, ringrazio per il vostro interesse nel partecipare alla ricostruzione dell’Iraq e del Kurdistan Iracheno, ho quindi il piacere di presentarvi degli spunti interessanti.

Sono molto contento di incontrare gli imprenditori che vogliono informazioni sulla nostra regione e ringrazio anche quegli italiani che essendo già stati in Kurdistan, hanno deciso di renderci partecipi della loro esperienza.

Per noi l’Italia è un Paese molto interessante perché tecnologicamente molto avanzato ed è membro dell’Unione Europea. è un Paese culturalmente molto ricco ed affascinante.

Nella Regione del Kurdistan non esistono conflitti politici, religiosi o etnici.
E’ una Regione sicura con un ambiente favorevole e disponibile per l’attivazione commerciale,
Il nostro è un Paese molto ricco di petrolio, gas, materie prime e altre risorse utili alla ricostruzione e alla crescita economica.

Noi stiamo passando da un sistema statale al libero mercato, siamo impegnati a realizzare una amministrazione pubblica efficiente e Voi con la vostra esperienza potrete certo darci un forte aiuto.

Ringraziamo l’Ambasciata Italiana a Baghdad che ha facilitato il nostro arrivo e Axis Fairs & Services per il suo concreto interessamento alla nostra Regione.
Ringraziamo anche tutte le aziende italiane che hanno partecipato ad Italianexpo Iraq 2007 alcune delle quali sono presenti oggi.
Aspettiamo con entusiasmo una grande partecipazione delle aziende italiane anche quest’anno ad Italianexpo Iraq 2008.

In conclusione vorrei fare una battuta: l’anno scorso molte vostre imprese hanno partecipato alla fiera in Kurdistan e qualche espositore ha avuto problemi in casa perchè i suoi famigliari erano spaventati all'idea di questa trasferta; una volta giunti a Erbil tutti hanno potuto verificare di persona la sicurezza e tranquillità della nostra Regione, per questo spero che quest’anno decidiate di portare anche le vostre famiglie a fare così anche una visita turistica".


BRESCIA: "Signore, Signori, e imprenditori della Camera di Commercio di Brescia, a nome della mia delegazione e del Governo Regionale del Kurdistan Iracheno Vi ringrazio per la Vostra presenza.

Ci fa molto piacere essere qui a Brescia, la quinta città economica d’Italia, famosa per essere la leonessa d ’Italia, sicuramente una città seria e laboriosa.
Questo è il nostro terzo giorno in Italia, sono stati giorni intensi di riunioni, discorsi, economia e siamo molto soddisfatti.

L’Italia rappresenta per noi un’immensa opportunità per tre ragioni fondamentali:
Primo perché è un Paese industrialmente forte.
Secondo perché è un Paese membro della Comunità Europea.
Terzo perché ha una cultura ed una storia immensa.

Per questi tre importanti motivi vogliamo avere l’amicizia e l’affiancamento dell’Italia.

Negli ultimi due o tre anni ogni italiano che è venuto nella nostra regione ha avuto piacere nel ritornarci di nuovo e ieri, circa a quest’ora, ho incontrato molte persone che mi confermavano tanta voglia di tornare in Kurdistan.

Vi voglio presentare brevemente la situazione economica della Regione del Kurdistan Iracheno.

In Kurdistan, parte viva dell’Iraq, abbiamo un federalismo riconosciuto dal Governo centrale iracheno.
Non abbiamo problemi legali con il Governo centrale e da noi non ci sono problemi politici, etnici o religiosi, la popolazione è molto contraria agli estremisti ed ai terroristi.
Da noi non esiste il terrorismo.

Lo sviluppo economico in atto rende Il Kurdistan molto attraente ed importante per Voi e per le altre aziende straniere. Siamo ricchi di petrolio, gas e materie prime che abbiamo cominciato ad estrarre solo negli ultimi anni.

Da noi non c’è neanche un metro di terreno non fertile, la nostra terra è ricchissima ed è una delle terre più ricche del mondo.

Secondo gli ultimi dati il Kurdistan ha una popolazione di circa 4.000.000 di abitanti e la ricchezza del nostro territorio può far vivere almeno 40.000.000 di persone.

Il nostro problema è la nostra poca esperienza. Siamo molto arretrati nella tecnologia e a causa di ciò non riusciamo a sfruttare la ricchezza della nostra terra.

Chiedo alle imprese italiane di venire in Kurdistan e partecipare attivamente alla ricostruzione delle infrastrutture e dei servizi necessari per rilanciare il nostro Paese.

La nostra popolazione è molto interessata al prodotto italiano, è significativo ricordare che le attuali infrastrutture della Regione sono di origine italiana o tedesca.

Garantiamo la totale sicurezza per gli stranieri che vogliono venire a lavorare in Kurdistan,
Per qualsiasi azienda che abbia un progetto importante e voglia venire da noi, possiamo favorire ogni situazione per lo sviluppo di tale progetto.

In Kurdistan il 100% dei profitti è esente da tasse per molti anni.
Qualsiasi società verrà in Kurdistan non pagherà dogana e tasse per 10 anni.
Nel caso in cui la società sarà mista (cioò per metà Kurda) essa sarà esente da dazi e tasse per 15 anni.

Dopo questa visita in Italia aspettiamo con fiducia che le imprese italiane vengano nel Kurdistan per investire o fare affari.

Ad esempio abbiamo bisogno immediatamente di silos. Questi progetti saranno a contratto diretto con il nostro Governo.

Ringraziamo nuovamente la Camera di Commercio di Brescia, il Dott. Angelo Caspani Segretario Generale di Italianexpo e tutti quanti hanno partecipato a questa riunione, grazie a tutti quanti".

 


On. Dario Rivolta - Deputato al Parlamento, Commissione Affari Esteri

"Il Kurdistan è' una regione ampia e tocca quello che oggi è il territorio della Turchia, della Siria, dell'Iran e naturalmente dell'Iraq. Noi oggi non parleremo del popolo curdo ma di una regione in cui abitano i curdi all'interno dello stato iracheno. La costituzione irachena approvata con un referendum popolare a larga maggioranza, prevede che l’Iraq si costituisca come stato federale.

Infatti la regione curda è stata identificata dalla stessa costituzione come una regione autonoma all'interno dello stato federale iracheno. La costituzione lascia però la porta aperta ad altre entità federali che in questo momento non sono ancora state precisate, toccherà al parlamento eventualmente decidere.
Ma da quando la costituzione è entrata in vigore a tutti gli effetti la regione del kurdistan iracheno è una regione autonoma, con un proprio governo, qui molto ben rappresentato attraverso il ministro Mohammed R. Mohammede, con tutto ciò che ne consegue.

Nel Kurdistan iracheno ci sono tre grandi città: Erbil. la capitale, Suleimania .economicamente molto moderna e sviluppata verso l’est dell'Iraq e poi Dohuk che invece è nella direzione opposta.

La regione del Kurdistan iracheno era già di fatto e non di diritto autonoma, pur senza avere le istituzioni, durante il periodo di Saddam Hussein dopo che era stata instaurata la no fly zone nel 1991 dopo la guerra del golfo.
Gli aerei di Saddam Hussein erano stati interdetti dal poter sorvolare il territorio che più o meno coincide con l'attuale regione curda. Questo ha consentito ai curdi di quella regione di cominciare a ragionare economicamente in maniera indipendente da quello che era il potere di Baghdad. La seconda guerra del golfo, quella che ha portato la situazione attuale dal 2003, ha formalizzato ciò che di fatto già era già stato costituito: si è creato un governo ufficiale, ci sono le istituzioni ufficiali, un parlamento e le municipalità.

La ricostruzione era già cominciata durante il periodo della no fly zone, in seguito la ricostruzione è diventata una macchina inarrestabile.

Io fui per la prima volta nel territorio del Kurdistan Iracheno, proprio nel 2003, l'anno della seconda guerra del golfo, invitato dall'attuale presidente dell'Iraq Talabani. All'epoca ci dovetti andare in macchina arrivando dalla Turchia, non c'erano aeroporti praticabili. Arrivai fino al confine turco e poi con una scorta, dal confine arrivai fino al mio luogo di destinazione. Era disagevole ed era difficile pensare di poter aiutare lo sviluppo economico di quella regione con le vie di comunicazione così ridotte. Passare da Baghdad, non era possibile per motivi di sicurezza perché l'altra parte del territorio iracheno non dava garanzie di sicurezza. Quando fui all'interno del territorio curdo, nonostante fossi accompagnato da una scorta, non vidi nessun fatto che potesse minimamente preoccuparmi.

La regione curda, già da all'ora era una regione stabile, una regione dove la popolazione è abbastanza omogenea e dove si sente il comune partecipare a questa importante avventura di ricostruzione. Nonostante le difficoltà di collegamento, grazie alla sua tranquillità aveva da subito cominciato a svilupparsi. C'erano case in costruzione in tutte le città in cui io passavo, era iniziata la ricostruzione dei tanti villaggi distrutti da Saddam Hussein, e molti curdi che erano emigrati uscendo e scappando dall'Iraq, avevano cominciato a ritornare. Da all'ora non sono passati molti anni ma lo sviluppo è aumentato con la velocità di una progressione geometrica ed ogni giorno è sempre più veloce.
Quando io cominciai ad andarci nel 2003, ero uno dei primissimi stranieri e credo, se non ricordo male, di aver visto solo piccole società coreane. Oggi nel Kurdistan iracheno, ci sono tanti stranieri, ma ancora non abbastanza per dare quel contributo alla ricostruzione del paese che i curdi chiedono.

In Kurdistan Alcuni paesi hanno già aperto un consolato. Il nostro Ministero degli Esteri ha inviato su mia proposta, fino al 31 dicembre 2007, due delegati non diplomatici con l'incarico di monitorare lo sviluppo economico e la sicurezza del Paese per valutare tutte le possibilità di collaborazione tra il Kurdistan e l'Italia. Tutto questo con la simpatia, l'invito, l'amicizia calorosa manifestataci costantemente dalle autorità locali irachene. Il Presidente della regione curda, lo stesso da quando essa è stata costituita, è il discendente di una famiglia molto prestigiosa nel Kurdistan iracheno, la famiglia Barzani. Anche il Primo Ministro è un Barzani, Sono parenti tra loro, ma a questo Governo si è arrivati con elezioni normali e democratiche.

I due gruppi politici principali che stavano nel Kurdistan iracheno nel momento in cui fu possibile organizzare il nuovo Stato hanno da subito deciso di sposarsi, di unificarsi e di lavorare insieme per creare quello che sarà il futuro benessere del Paese.
Una società che nasce da zero e si sta ricostruendo quasi dal nulla, ha, da un certo punto di vista, bisogno di tutto. Quello di cui paradossalmente ha meno bisogno oggi è il denaro.
Il Kurdistan iracheno non è una regione povera, essa ha e avrà grandi possibilità economiche perché esiste sul suo territorio e su quello di tutto l’Iraq una grande quantità di idrocarburi e la Costituzione dell’Iraq prevede che una percentuale del reddito globale dello stato vada alle varie province e quindi anche alla regione autonoma curda.
Il Kurdistan ha ulteriori disponibilità di denaro perché molti curdi che all'estero hanno potuto fare fortuna, oggi hanno capito che il grande sviluppo del loro Paese può essere un'ottima opportunità di investimento per i propri soldi. Ad oggi molti capitali sono rientrati e continuano a rientrare nel Kurdistan iracheno.

Non crediate di trovarvi di fronte a uno di quei paesi sottosviluppati in cerca di aiuto. Qui noi possiamo offrici e saremo i benvenuti per aiutare lo sviluppo ma attenzione, in Kurdistan ed in Iraq c’è una cultura storica lontana nel tempo e ci sono capacità imprenditoriali che si sono sviluppate in condizioni difficili, ricche di esperienze spesso maturate in Europa o nelle Americhe.

E' un paese dove la tolleranza religiosa è indiscutibile. Qui coesistono cristiani, mussulmani, sanniti e sciiti e dove non c'è nessun obbligo di manifestazione da parte di qualche gruppo verso altre persone. E' un Paese dove la dialettica politica è viva e aperta ma lo scontro è pacifico e democratico.
E' un paese che senza fattori esterni negativi non può che progredire verso un benessere anche materiale per la propria popolazione e che tutti, senza ansia ma con una volontà determinata, vogliono.
Per l'Italia, le opportunità sono quelle di un Paese che rinasce da zero. Molto è già cominciato ma c’è ancora da fare moltissimo, ma, bisogna esserci.

Quando il presidente Talabani, ci conosciamo ormai da diversi anni, mi invitò per la prima volta a recarmi nel Kurdistan iracheno, accettai, anche se io stesso ero un po’ preoccupato perché le notizie che arrivavano dall'Iraq non erano tranquillizzanti. Dissi comunque al presidente "vengo volentieri, ma poichè a voi interessa lo sviluppo quali aziende italiane posso portare con me?".
Mi dette i settori che a loro interessavano e tramite amici e conoscenti invitai un pò di aziende a venire con me in quella spedizione. Ne invitai molte, la maggior parte ebbe timore e non venne, con me ne vennero solo tre.
Due di queste aziende, avendo trovato gli interlocutori giusti, firmarono delle lettere d'intenti che poi diventarono dei contratti, contratti ancora in essere e gli scambi già cominciati.

Questo era nel 2003. Quando lo scorso anno Caspani, anche lui un coraggioso, lanciò la fiera Italianexpo Iraq2007, la prima e unica a tutt'oggi fiera nazionale nel Kurdistan iracheno, con l'aiuto del Presidente della fiera di Erbil il sig. Abobangin, che è proprio qui presente in prima fila, riuscì a portare con se più di 80 aziende. Io ebbi l'onore di inaugurare insieme al ministro Mohammed proprio quella manifestazione fieristica e potei parlare con gli espositori, La maggior parte di loro dopo due giorni di esposizione si dichiarava già soddisfatta dell'interlocuzione e dei rapporti che erano stati aperti.
Oggi che si lancia la seconda edizione della fiera so che ci saranno nuovamente più di 80 aziende italiane, ma all'epoca, essendo la prima iniziativa e non ancora localmente pubblicizzata come si doveva, per le difficoltà tecniche, e c'è sempre la prima volta, la fiera fu strapiena di visitatori, anche di curiosi, come è giusto che sia, ma soprattutto ciò che interessava agli espositori, fu strapiena di interlocutori del mondo degli affari.

Questa volta con l'esperienza del passato, con il forte appoggio che già ci fu all'ora ma che sarà maggiore, del Governo locale, una fiera di sole aziende italiane sarà, a mio giudizio e non potrà essere diversamente, sarà un altro grande successo delle nostre imprese e della mutua reciproca volontà di sviluppo".

 


Gen. Luigi Orsini – Inviato in Kurdistan dal Ministero degli Esteri Italiano per la sicurezza

"Intanto buongiorno a tutti e il mio nome è Luigi Orsini, ho passato parte della mia vita in Iraq., Sono andato per la prima volta in Kurdistan nel 2004 con la coalizione ma da solo, italiano tra inglesi, americani eccetera. Ho sempre viaggiato da solo senza scorta in tutto il Kurdistan, non dico che lo conosco al 100%, ma il buon 80% è nella mia mente e nelle mie conoscenze.

Il popolo curdo si distacca dal sistema arabo medio orientale, non sono arabi, sono curdi, una popolazione antichissima. Erbil è la città più antica del mondo, sempre abitata per 7000 anni ed è anche bella da vedere; la popolazione è molto aperta, tollerante, e dà la possibilità a chiunque si trovasse in difficoltà di ricevere aiuto. Mi sono trovato di nuovo nel 2006-2007, ho sempre girato da solo guidando la mia auto senza scorta e dovunque sono andato, in qualsiasi cittadina o paese ho sempre trovato pronto il the e qualche pasticcino, anche nei villaggi più sperduti.

Quindi dal punto di vista della sicurezza globale, Vi posso assicurare che il curdo è una persona amica, è una persona disponibile, è una persona pronta ad integrarsi con il sistema europeo piuttosto che con il sistema arabo. Sono secolari nella loro religione, il che significa che ognuno può fare quello che vuole, è libero, non ci sono vessazioni verso altri, chi è cristiano, chi è ....In Kurdistan convivono i musulmani, i sunniti, i cristiani, gli aziti cachi e poi ci sono tutte le religioni che voi avete in testa; le più antiche sono lì e vivono tutti insieme senza problemi di rivalsa l'uno contro gli altri. Infatti anche i nostri colleghi cattolici si sono spostati da Baghdad ad Erbil, con il consenso del Governo Curdo, Si sono spostati nel quartiere cristiano di Erbil dove studiano gli studenti cattolici che diventeranno preti.

Per chi è venuto in Kurdistan sa bene che sto ripetendo cose già dette, già viste, per chi avesse intenzione di venire per la prima volta, vorrei mettere in evidenza una cosa: il curdo che è sempre stato perseguitato, che è sempre stato un fuggiasco su per le montagne non ha una mentalità industriale, una mentalità da businessman ma pensi ancora ad un mordi e fuggi, La mentalità è spesso ancora quella del comprare e vendere semplicemente, in contanti e senza una banca.

I curdi i soldi se li tengono a casa nell'armadio o sotto il materasso, ma ce ne sono tanti. Il problema è convincerli andare in banca e far le lettere di credito per poter lavorare con l’estero e questa è la parte del lavoro che richiede pazienza e costanza. Questo è il lavoro che bisogna fare per insegnare a lavorare con noi. Il Governo fa sforzi notevoli per aumentare e incrementare queste possibilità. Grazie al nostro Segretario Generale Angelo Caspani che ha avuto questa brillante idea di fare questa fiera c'è stato uno sfondamento italiano nel mercato. Si è aperto un corridoio che voi dovreste continuare a percorrere.
Non si fanno i soldi dalla sera alla mattina, però posso garantire che i curdi sono ricchi, i soldi ci sono, li hanno. I soldi, caso strano, non li tocca nessuno; cioè, non li ruba nessuno. Io ero presente quando il proprietario dell'albergo dove stavo, che teneva in mano una busta di plastica, ha chiamato un ragazzo e gli ha detto "Tieni e metti dentro il mio cassetto!” Gli dissi “ Ma che, è hai fatto la spesa? no! Sono 500.000dollari!". In Italia sarebbe andato in giro con la scorta, con quattro pistole perché tenere 500.000 dollari in una busta di plastica sarebbe stato assurdo, sarebbero stati un boccone goloso. Lì no!

Li non tocca niente nessuno.
Ad Erbil gli accattoni, quelli che qui vengono a chiedere l'elemosina saranno non più di 10-20. Gli stessi curdi sono infastiditi e li allontanano perché non vogliono far vedere agli stranieri bambini o adulti che chiedono l'elemosina perché ciò rovina l'immagine del popolo curdo. Il curdo è sempre stato un combattente e un combattente non può avere in una mano il kalashnikov e con l'altra mano chiedere l'elemosina.
Ecco perchè l'apporto italiano che come cultura e tradizione è vicino a quelle curde può dare un input di sviluppo più verso di noi che verso un sistema di tipo francese, tedesco, spagnolo eccetera; perché noi siamo più vicini a loro.

Personalmente ritengo che dal punto di vista sicurezza non ci sono problemi. Tutti gli espositori dell'anno scorso hanno girato tranquillamente, liberamente, di giorno e di notte compreso il sottoscritto, senza ricevere alcun segnale di pericolo o quanto meno di possibili attività contrarie al nostro operare. Quindi personalmente sono favorevole alla seconda edizione di Italianexpo Iraq2008 e ritengo indispensabile andare addesso in Kurdistan perchè il Kurdistan è la base di partenza, è un termine squisitamente militare, la base di partenza per l'Iraq. Tutto ciò che sarà disponibile in Kurdistan servirà al resto dell'Iraq per la ricostruzione.

Purtroppo i turchi sono più vicini di noi, per cui offrono di tutto, prodotti scadenti che potremmo definirespazzatura, immondizia, I loro sono prodotti di bassissimo livello e logicamente a basso costo e i curdi lo sanno. Ma questi prodotti sono a magazzino, disponibili subito ed i curdi comprano ciò che c’è, ciò che vedono ed è immediatamente disponibile. Acquistano perché ne hanno necessità immediata. Ad esempio, se hanno bisogno di un frigorifero comprano il primo che trovano e se trovano quello italiano, che è garantito e che dura di più, comprano quello italiano.
Quando sono arrivato in Kurdistan mi chiedevano i generatori di corrente, grandi e anche piccoli per casa perché non c'è l'elettricità. Ho cercato di portate i generatori ma non c'è stato verso di di farlo, neanche una batteria, niente perché era ancora prematuro perché non c'era ancora un'organizzazione capace di prendere insieme degli imprenditori italianie portarli laggiù.
A questo punto Io vi posso augurare buon lavoro. Se avete dubbi o domande io sono a disposizione. Sono in Italia ora. Mi chiamano ancora a casa mia, pur avendo terminato il mio incarico di corrispondente consolare per l'Ambasciata d'Italia a Baghdad. La gente continua a chiamarmi dalla propria azienda per avere informazioni.
Grazie per l'ascolto e buon lavoro".

 

Walter Favilla - Imprenditore italiano con una sede in Kurdistan da due anni

"Il Kurdistan come ha detto chiaramente il gen. Orsini, è un paese giovane. Io conosco l'Iraq da lungo tempo, il Kurdistan lo conosco da due anni. Il generale Orsini ha parlato della sicurezza, e concordo pienamente con lui .
Io invece Vi parlo della faccenda tecnica locale.
Innanzi tutto si trova personale curdo locale. A differenza di tutti i paesi arabi intorno,i curdi lavorano e conoscono il lavoro: c'è il muratore , il piastrellista, il falegname, l'elettricista e gli operai a tutti i livelli. Non c'è bisogno di importare personale da altre parti perché lì si trova tutto.
Per quanto riguarda la parte agricola, c'è un potenziale agricolo spaventoso. Pensate che a 4 metri sotto terra trovate l'acqua. Nei piccoli appezzamenti di terreno i contadini locali fanno una buca da 7-8 metri di diametro e profonda 4 metri, ci mettono una pompa e annaffiano la parte di terreno coltivata.

Perciò l'acqua c'è, non è un problema di acqua. Tra le altre cose, in questi due anni ho avuto una dimostrazione di fiducia verso noi italiani. Io ho fatto e sto finendo adesso la seconda fase, ho fornito il nuovo ospedale Cardiac Center di Erbil, ho dato una parte dei macchinari di cucina e di lavanderia. Solo una parte, perché alcuni macchinari erano già stati comperati dai turchi. Nella seconda fase dovrò mandare un laboratorio dove si fanno i medicinali,altre due cucine e due lavanderie.
Il problema si è verificato sulla parte finanziaria perché hanno difficoltà a fare le aperture di credito perché gli americani creano un po’ di problemi a livello bancario.
Ma tutto è stato risolto e vi voglio raccontare come, proprio per farvi capire l’ambiente.

Dissi loro che non mi era possibile mandare il materiale senza garanzie, trattandosi di un lavoro di 450.000 dollari. Mi hanno guardato in faccia e mi hanno detto: hai la faccia per bene! Mi hanno mandato i soldi, fino adesso mi hanno mandato 220.000 dollari senza nessuna contro garanzia, senza niente. Mi hanno fatto un trasferimento direttamente e sulla fiducia.Vanno ricambiati con fiducia e correttezza.
Ripeto: questoè un paese giovane che ha bisogno di tanti consigli tecnici, ma tanti davvero e loro sono disponibili e pronti a cogliere questi consigli.

E' gente aperta, tranquilla, sono molto socievoli I curdi non sono arabi: sono eurasiatici. E’gente molto sviluppata e secondo un mio punto di vista sono le persone più intelligenti di tutta l'area medio orientale. Conosco bene l'Arabia Saudita, il Kuwait, gli Emirat,i ho girato dappertutto, sono 40 anni che lavoro in tutti i Paesi Arabi. Ciò che ho trovato sia nel popolo iracheno che in quello curdo,è che loro fanno tutto, sanno lavorare. Non c'è bisogno d'importare manodopera, anche perché un operaio dall'Italia costa molto, basta perciò portare dirigenti e tecnici e poi con il personale locale si può fare tutto, c'è tutto.

Più di questo non so che dirvi, in Kurdistan da quasi tre anni giro dappertutto, con la macchina e senza scorta, a volte prendo il taxi e mi faccio accompagnare dove mi serve, faccio 250 km, Erbil - Sulemania sono 250 km che poi tra l'altro è pure bello perché si viaggia tra montagne e laghi.
Ripeto è un paese dal potenziale agricolo e industriale.
I rifiuti vengono ancora bruciati a cielo aperto, con grave danno per chi e lì vicino. Da tempo chiedono termovalorizzatori e inceneritori, impianti che possano eliminare questo scempio, Questo fa parte della tecnologia che dobbiamo portare a questa gente.

Detto questo signori vi aspettiamo laggiù, in fiera ci sarò anch’io e vi aiuterò per qualsiasi cosa, Ci faremo anche qualche giretto per vedere qualche laghetto, qualche cascata. Tra le altre cose vi assicuro che il Kurdistan è un paese che turisticamente offre potenzialità enormi per il suo paesaggio incredibile. Si potrebbe sviluppare il turismo".

 

Mr. Abdullah Ahmad Abdulraheem Advisor del Primo Ministro,
Presidente della Borsa di Erbil e Dir. Generale della fiera di Erbil


"Grazie mille, io volevo intervenire sul discorso del problema della banca. Dal vostro discorso è emerso che sembra non esista un sistema bancario e rapporti bancari.
Nel Kurdistan ci sono più di dieci banche internazionali che lavorano.
Ovviamente queste banche assicurano tutte le operazione di business fatte tra il Kurdistan iracheno e paesi esteri.
Per esempio una di queste banche si chiama Banca Kurdistan è stata fondata nel 2005, ha sviluppato rapporti con altre banche internazionali, ad esempio quella tedesca, abbiamo anche la City Bank americana che ha le filiali in tutto il mondo. Anche la Western Union ha una partecipazione nella nostra banca Kurdistan.

Perché la popolazione curda tiene i soldi a casa, perché dalla prima guerra del golfo, dal 1991, il governo centrale di Baghdad, ha ritirato tutti beni e tutti i soldi delle banche delle altre città.
Da allora la popolazione è diffidente.
Nel sistema delle banche del Kurdistan hanno incominciato a diffondere il sistema della carta Visa, a distribuire tra i commercianti e a chi interessa, Per esempio il Ministro ovviamente ne ha una personale, portata direttamente dal Kurdistan.

Ovviamente noi vogliamo portare tante altre banche internazionali per agevolare il business, con la speranza che anche queste banche possano partecipare. Per una banca internazionale, per poter lavorare in Iraq o nel Kurdistan iracheno non è così difficile perché ci vuole un accordo con la banca centrale irachena di Baghdad.
Il minimo del capitale per consentire alla banca di aprire una sede in Iraq o Kurdistan iracheno deve essere almeno di 40.000.000 di dollari.
I tempi per aprire la sede in Iraq sono di circa 6 mesi, una filiale 3-4 mesi.
Grazie"

 

Alberto Ciancia - Responsabile Estero Gedy Espositore Italianexpo 2007 e 2008

"Buongiorno a tutti, sono Alberto Ciancia, responsabile estero della Gedy, due cose brevissime, una di carattere personale che credo possa interessare un pò a che decide di andare per la prima volta e una di carattere professionale.
Come tutti gli altri prima di partire a Settembre avevo delle preoccupazioni e… ce le avevamo tutti. In realtà queste preoccupazioni, una volta arrivati sul posto si sono dissolte abbastanza in fretta. E' chiaro, non è il centro di Milano, ma non è Baghdad.
E' un posto dove si può fare, si può lavorare, si può vivere. Bisogna avere qualche piccola attenzione, così come bisogna fare in tutti i posti del mondo, che non siano perfettamente conosciuti da ognuno, ma è una cosa che non crea nessun tipo di problema.
In questo senso credo sia una cosa abbastanza importante per chi decide di andare la prima volta lì.
Business. Noi non abbiamo un prodotto tecnico o tecnologico, noi non andiamo a proporre impianti, ma andiamo a proporre design, articoli che sono oggetti da decorazione di un certo tipo e di un certo costo. Ho notato che c'è una carenza totale di qualcosa di simile e una voglia di prodotti del genere.
La gente veniva nel nostro stand per vedere le cose che per loro erano assolutamente diverse, erano attratte, erano affascinate e questa è una cosa potenzialmente positiva. E' anche chiaro che dall'altra parte bisogna formare una cultura su questo determinato tipo di prodotto dove conta il design e non la funzionalità, o quanto meno la funzionalità non è il primo punto. Ciò chiaramente rallenta la partenza dello svilupparsi del business in senso stretto, però il business si sta sviluppando. Certamente richiede tempo, non bisogna essere impazienti, il mercato c'è e le potenzialità ci sono.
Partner seri locali si possono trovare, per molti versi c'è una mentalità abbastanza simile a quella medio orientale per cui se si trova il partner serio si può veramente cooperare al 100% senza avere timori troppo grossi. Di conseguenza ritengo sia stata un'esperienza positiva e credo sia un mercato da guardare con molta attenzione. grazie".
 

Bruno Petracca - Responsabile Commerciale Munters Espositore Italianexpo 2007 e 2008


"Buongiorno sono Bruno Petracca, responsabile commerciale della Munters, noi lavoriamo principalmente nel settore del raffrescamento edell’aria calda, nel settore dell'agricoltura e anche nell'industria.
L’anno scorso, abbiamo partecipato ad Italianexpo alla fiera in Erbil, è stata un'esperienza personalmente molto positiva e anche gratificante. I contatti sono stati con un pubblico variegato che veniva a vedere, a curiosare ma anche con persone molto serie che chiedevano di progetti nel settore dell'agricoltura e nell’allevamento di polli.
Durante Italianexpo 2007 mi è stata data la possibilità di conoscere due fratelli che hanno una società non indifferente a Duhok, società che ha l'intento di creare un allevamento di polli in Kurdistan. Si parla di circa 500.000 polli da allevare. Il progetto è molto costoso, con i nostri interlocutori abbiamo avuto anche un incontro in Italia, hanno visitato le nostre tre sedi (Cuneo, Mondovì e Imperia), dopo circa sei mesi di scambio di e-mail, contatti e molte telefonate abbiamo concluso questo progetto da milioni e milioni di euro. Il progetto inizierà ad aprile 2008 e si parla di 117 container da 40’ in transito da Genova a Mersin, ne siamo veramente felici. I curdi sono persone assolutamente piacevoli e gradevoli".
 
 

Claudio Rotti - Vice Presidente Promos Camera di Commercio di Milano

"abbiamo voluto organizzare questo Workshop per presentare le opportunità di cooperazione economica con il Kurdistan iracheno, un’area potenzialmente molto interessante per le nostre imprese, anche in vista dell’importante delegazione di aziende lombarde che parteciperà alla Fiera di Erbil nel prossimo mese di Giugno.

Desidero porgere a nome della Camera di Commercio di Milano un saluto al Ministro Mohammed Raouf Mohammed, che si è particolarmente adoperato per intensificare la collaborazione economica con l’Italia, all’amico Robi Ronza, all’on. Dario Rivolta, e ad Angelo Caspani Segretario Generale di ItalianExpo Iraq 2007-2008".

 

Dr Massimo Ziletti - Segretario Generale Camera Commercio Brescia

"Un benvenuto pieno di amicizia e di stima a nome della Camera di Commercio di Brescia che rappresento nella mia veste di Segretario Generale.

Rivolgo il saluto anche a nome dei moltissimi imprenditori bresciani che con il loro lavoro nelle aziende fanno della nostra provincia un distretto dell’eccellenza italiana.

Un paese, il Kurdistan, che ha certamente punti di forza, potenzialità economiche e credenziali tali da renderlo un partner d’affari realmente interessante per l’economia occidentale.

La provincia di Brescia conta molte aziende, una ogni dieci abitanti dimostrando così l’alta densità imprenditoriale del sistema, Esse contribuiscono al PIL nazionale per il 2,5% creando una ricchezza per un ammontare pari a 55 miliardi di dollari, facendo una delle provincie più esportatrici d’Italia.

L’80% di queste esportazioni sono dirette verso il mercato continentale, in particolare il 55% verso mercati dell’Unione Europea e il 25% verso altri mercati europei. La quota export indirizzata agli Stati Uniti è pari circa al 6%.

Vi sono in particolare alcuni settori nei quali Brescia gioca un ruolo di riferimento nei mercati esteri e mi riferisco alla siderurgia, alla meccanica, la componentistica, il meccanotessile e la chimica.
Vi sono poi settori, che pur avendo un peso economico non primario rispetto a quelli citati, esprimono contenuti di qualità e di eccellenza in virtù dei quali Brescia arriva a costituire un punto di riferimento a livello mondiale.
I moltissimi esempi di prodotti alimentari protetti da specifici marchi di origine, il vino Franciacorta e il Grana Padano.

Questi sono in breve i tratti economici fondamentali della provincia e del suo tessuto imprenditoriale.

Concludo rinnovando il benvenuto alla delegazione del Kurdistan ricordando il significato di un gesto come quello della stretta di mano che tipicamente appartiene alla tradizione occidentale, impegnare la destra nella stretta di mano significava nell’antichità garantire all’altro che non si avrebbe messo mano alla spada dimostrando così reciproca intenzione di pace.

Un stretta di mano che sigla una relazione economica tra due paesi apparentemente lontani ed in fondo un gesto che coltivi in se un messaggio di amicizia e di pace".

 
Axis Fairs & Services S.r.l. - Phone +39.035.781256 - Fax +39.035.781292 - info@italianexpo.it