A Erbil
si parla italiano
20/09/2007
Gianni Perrelli per: 
La scommessa economica di alcuni imprenditori in Kurdistan.
I rappresentanti di 80 ditte italiane hanno puntato sul rapido
sviluppo del Kurdistan autonomo riempiendo (dal 6 al 10 settembre
a Erbil) gli stand di Italianexpo, la prima edizione di una fiera
che ha messo in vetrina il meglio dell’industria nazionale.
Prodotti per il settore edilizio, per l’energia, per ospedali,
bar e ristoranti; attrezzi per l’agricoltura e per l’irrigazione;
tecnologie per l’ambiente, il riscaldamento, il raffreddamento,
la ventilazione.
Una quarantina di imprenditori hanno sfidato il clima di diffidenza
che circonda tutte le iniziative in Iraq.
La fiera, che si sarebbe dovuta tenere in giugno, è stata
rimandata dopo l’esplosione di un’autobomba che in
maggio ha seminato morte nel centro di erbil.
In Kurdistan dilagano da tempo i prodotti di Turchia, Iran, Taiwan
e dell’onnipresente Cina: economici, ma di bassa qualità.
<<La scommessa>>, dice l’organizzatore dell’esposizione
Angelo Caspani, titolare di Axis, azienda bergamasca che cura
eventi fieristici in situazioni postbelliche, <<è
di persuadere i curdi che gli standard italiani, ovviamente più
costosi, pagano molto di più alla distanza>>.
L’interesse degli imprenditori curdi ha avuto l’avallo
politico con la visita in fiera di Massud Barzani, presidente
del Kurdistan autonomo.
<<La manifestazione>>, ha detto il leader, <<ci
avvicina all’italia e dà ulteriore impulso alla crescita
della nostra regione che si propone come un modello di sviluppo
per l’intero Iraq>>.
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