Una
regione autonoma per i curdi iracheni
20/09/2007
On. Dario Rivolta per: 
La scommessa economica di alcuni imprenditori in Kurdistan.
Ho letto con profondo interesse la risposta di Sergio Romani in
merito alla situazione curda (Corriere, 2 settembre).
A completamente di quanto esposto, vorrei ricordare che, nonostante
tutte le sofferenze subite dal popolo curdo durante la storia
e nonostante la posizione <<indipendentista>> che
Romano, attribuisce, correttamente, all’ex ambasciatore
Peter W. Galbraith, il governo regionale curdo, guidato dal presidente
Massoud Balzani, ha sempre sostenuto, con grande senso di realismo,
la necessità e l’ineluttabilità che i curdi
iracheni siano regione autonoma e nulla più all’interno
dell’attuale Iraq.
In più occasioni sia lo stesso presidente Balzani che il
curdo Talabani – Presidente dell’Iraq – hanno
riconfermato l’intangibilità delle attuali frontiere.
Va altresì notato che, anche grazie alla saggezza di tutta
la classe dirigente curda, nella regione è in atto da anni
un forte sviluppo economico, impensabile nel resto dell’Iraq.
Ne è prova tra l’altro, il fatto che proprio in questi
giorni dal 6 al 10 settembre si terrà ad Erbil, capitali
della Regione autonoma, una fiera totalmente italiana organizzata
della società Axis italian export di Bergamo, a cui hanno
aderito più di 70 nostre imprese.
Ulteriore dimostrazione dell’interesse economico che la
regione può rivestire nel nostro Paese sta nel fatto che
il nostra ministero degli Ester, da più di un anno, ha
inviato stabilmente in loco due osservatori con il compito specifico
di monitorare la realtà dello sviluppo locale.
Qui
l'articolo originale >>
Altri articoli
>>
|